# Mappa delle integrazioni

Descrivi ogni collegamento come un contratto tra sistemi. Questa scheda chiarisce cosa può essere letto o scritto e cosa deve succedere quando una chiamata fallisce.

Revisione: 2026-09-24

## Quando usarlo

Quando un’automazione deve trasferire dati tra strumenti esistenti e servono requisiti condivisi tra operations, fornitore e IT.

## Risultato atteso

Una scheda per collegamento, con campi mappati, autorizzazioni, gestione dei duplicati e un controllo di riconciliazione.

## 1. Definisci il collegamento

Separa lettura, creazione e aggiornamento. Un sistema accessibile tramite interfaccia utente non dispone necessariamente delle API o dei permessi richiesti.

### Origine, destinazione e responsabili

Indica ambiente di prova, ambiente reale e referente tecnico di ciascun sistema.

________________

### Evento, frequenza e operazione

Descrivi cosa avvia il trasferimento, quando avviene e quale record viene creato o modificato.

________________

### Campi e fonte autorevole

Mappa identificativi, formato, unità e regole di precedenza quando due sistemi contengono valori diversi.

________________

> Esempio illustrativo, da sostituire: Esempio ipotetico: una richiesta approvata crea una bozza ordine nell’ERP. Il codice cliente arriva dall’anagrafica ERP; una denominazione libera non basta per identificare il cliente.

## 2. Limita gli effetti

Descrivi accessi e comportamento atteso prima di collegare credenziali reali. Registra riferimenti ai segreti, mai password o token nella scheda.

### Operazioni consentite e vietate

Elenca risorse e campi accessibili; specifica cosa richiede approvazione umana.

________________

### Identità e gestione duplicati

Definisci come riconoscere lo stesso evento ripetuto senza creare una seconda operazione.

________________

### Limiti e dipendenze

Documenta limiti verificati di API, dimensione, disponibilità e versioni; marca ciò che resta da confermare.

________________

> Esempio illustrativo, da sostituire: Esempio ipotetico: usare l’identificativo della richiesta come riferimento esterno. Se esiste già una bozza con quel riferimento, verificare lo stato prima di inviare di nuovo.

## 3. Progetta il recupero

Non interpretare una risposta mancante come certezza di mancata scrittura. Prevedi controlli prima di ripetere operazioni con effetti reali.

### Errori, tentativi e scadenza

Distingui errori temporanei, dati invalidi e casi che richiedono intervento; assegna limiti ai tentativi.

________________

### Controllo origine–destinazione

Indica quali identificativi, conteggi o importi confrontare e con quale frequenza.

________________

### Recupero e responsabile

Scrivi come fermare il flusso, riprendere dal punto corretto e verificare gli effetti già prodotti.

________________

> Esempio illustrativo, da sostituire: Esempio ipotetico: dopo un timeout cercare la bozza per riferimento esterno. Se lo stato resta incerto, mettere il caso in revisione invece di creare un nuovo ordine.

## Errori da evitare

- Promettere un’integrazione prima di verificare accessi e capacità effettive del sistema.

- Ripetere una scrittura senza controllare se è già avvenuta.

- Monitorare solo gli errori tecnici e ignorare record mancanti o duplicati.

Stolen Orbit — https://stolenorbit.com/it/modelli/mappa-integrazioni/

